Mondialismo e Denaro

Seguire il denaro per capire dove sta andando il mondo non è mai stato così vero. Le lacune nelle normative fiscali a livello locale e l’internet banking globale consentono trasferimenti molto facili e veloci di enormi risorse finanziarie da un luogo sotto una giurisdizione ad un altro sotto un’altra giurisdizione. Un quadro dettagliato del recente movimento monetario a livello globale è fornito, tra gli altri, da studi come “The Wealth Report“, che tracciano i flussi di ricchezza in tutto il mondo. La definizione di denaro è però più sottile della sola valuta corrente. Un’infografica della fine del 2017 da The Money Project mostra che le valute, le attività e gli altri strumenti finanziari variano da $17 miliardi di dollari (il valore di tutti gli stock di argento fuori terra) fino a 1,2 quadrillioni di dollari (la stima di fascia alta per il valore di tutti i contratti derivati), questo in base a definizioni di denaro sempre più ampie che si possono considerare. Nonostante questa mondializzazione sia già al lavoro, il Global Asset Management deve ancora comprendere appieno la sua metamorfosi digitale: è chiaro che le strutture e le piattaforme commerciali non sono più locali ma gia’ globali, legate ad approcci finanziari estremi o alla politica neo-liberista. Ottimizzazione dei processi finanziari e redistribuzione della ricchezza saranno quindi in antitesi? L’internet banking agisce come un dato di fatto o meglio un invariante per il pianeta Terra in questo 2019, il che lo rende una tecnologia abilitante se l’obiettivo sociale finale è la mondializzazione, con un unico governo per l’intera umanità. E’ una tecnologia da controllare, invece, se le grandissime aziende e i magnati planetari sono autorizzati a condurre questi processi a puro scopo di lucro o per se stessi, indipendentemente dai bisogni e dalla volontà dei miliardi di persone comuni.

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Mondialismo ed Arti

Sono soprattutto i francesi a preoccuparsi ancora dell’arte e della filosofia nell’Europa occidentale, ma la lingua francese sta perdendo influenza contro l’anglosfera, così il pragmatismo e la filosofia analitica stanno battendo le scienze sociali e la filosofia continentale. Detto questo, il pianeta Terra è più grande della Francia e della anglosfera. Nonostante i localismi siano di nuovo in ascesa, spesso insieme a populismo e democrazie diminuite, la strada per un singolo governo sovranazionale per l’umanità è gia’ tracciata. In parole povere, il mondialismo non può essere cancellato e la mondializzazione non può essere evitata. Economia, tecnologia e geopolitica operano già attraverso intrecci transnazionali sotto il predatorio intento neoliberista della globalizzazione, con la ricchezza che viene sifonata dalle comunità locali e rediretta nei paradisi fiscali, bloccandola a beneficio dei pochi contro i bisogni dei molti. D’altro canto e qui sta la sorpresa, lo stesso vale per l’arte dei molti contro i pochi, come vettore per l’unificazione del dibattito. L’arte non si misura con il denaro, in prima istanza, ma con la cultura e la rappresentazione locale, entrambe non direttamente confezionabili per essere vendute ovunque come iPhone buoni per ogni latitudine. Ancora una volta, gli accademici e gli operatori francesi aprono la strada. Stanno discutendo sul modo in cui le diverse forme funzionano localmente come indicatori culturali (ad esempio, ballando da qualche parte, dipingendo altrove, scrivendo in altri luoghi ancora, ecc.) ed insieme come indicatori globali. I recenti seminari “Les hommes au miroir des choses: objets techniques et identités dans la mondialisation. Arts et sciences sociales en dialogue” del L’Ecole des Hautes Etudes and Sciences Sociales sono una buona introduzione. Per quanto riguarda l’anglosfera, un contributo davvero interessante è arrivato dieci anni fa da un libro accademico intitolato “Meter in Poetry: A new Theory” , che indagava sugli invarianti della poesia ipotizzando che il metro sia innato nel cervello umano indipendentemente dalle lingue e dagli accenti che implementano e plasmano la poesia a livello locale. Le arti sono a tutti gli effetti un pilastro del mondialismo ed in quanto tale un riferimento molto importante da seguire anche su questo sito.