Partito Democratico allargato

Oggi #25Aprile il Ministro dell’Interno Matteo #Salvini derubrica la #Liberazione e la #Resistenza, partigiana ma non solo, che la agevolò ad un derby tra #fascisti e #comunisti. Tuttavia, la lotta per la #libertà fu di una parte in tremendissimo errore contro un’altra in errore minore e collettiva. Questo rinnegare le radici fondanti della Repubblica Italia e della sua Costituzione rende la Lega invotabile ai nostri occhi, prima di ogni altra considerazione nel contemporaneo. Stiamo invece cercando di farci un’idea sul rinnovato Partito Democratico, che sta cercando di liberarsi delle recenti scorie personalistiche del renzismo per tornare espressione orizzontale e popolare. Il nuovo Segretario proclamato è il Governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti , il cui manifesto programmatico cita infrastrutture ecosostenibili, internet per tutti, scuola come piattaforma di crescita culturale e sanità pubblica per aumentare i livelli di assistenza. Come primo atto da leader, Zingaretti ha cercato di allargare l’area di influenza del Partito tanto a sinistra, coinvolgendo il nuovo segretario del sindacato CGIL Maurizio Landini , quanto al centro, coinvolgendo il promotore del manifesto Siamo Europei ed ex Ministro Carlo Calenda. Se l’obiettivo tattico è risalire subito nei sondaggi riaccorpando le ali in vista delle elezioni europee, obiettivo in via di conseguimento dal 18% delle scorse politiche al 20-22% di cui viene accreditato oggi, l’obiettivo strategico sarà una alternativa nazionale alla destra sovranista, obiettivo che non potrà che passare anche a nostro avviso per una alleanza col MoVimento Cinque Stelle, oggi accreditato del medesimo 20-22% rispetto al 32% delle scorse politiche. Occorrerà tuttavia passare per il voto anticipato, in modo da sostituire i parlamentari espressi in larga maggioranza dallo scorso segretario Renzi, contrari ad un’alleanza col MoVimento, con nuovi parlamentari più aperti al possibile scenario. E magari vedere sostituita la leadership del MoVimento, governativamente subalterna alla Lega e sempre più distante dal suo elettorato.

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