Prima gli italiani hi-tech

Post a tono col primagliitaliani che va assai di moda oggi. Troviamo aberrante che i primi nemici dell’innovazione tecnologica italiana vengano da cinque fronti interni: 1) le numerose ditte di outsourcing nostrane che fanno incetta di giovani e meno giovani talenti per body rental spiccio retribuito a noccioline; 2) i guru e para-guru del capitale di rischio italiano che snobbano brillanti innovazioni italiane partorite in condizioni spesso disagiate per lanciarsi a peso morto su ogni bubbola dell’anglosfera, perche’ li’ c’e’ il mercato grosso; 3) i lobbyisti italiani del settore tecnologico, con grosso senso di superiorita’ anch’essi sempre pronti a cavalcare l’ultima moda che arriva da fuori Italia per abbindolare gli ora sciocchi e prima conniventi governanti di turno, allo scopo di assaltare la diligenza dei fondi pubblici; 4) le istituzioni accademiche ed assimilabili istituti r&d italiani, che producono buonissima quantita’ di proprieta’ intellettuale nelle tesi di laurea, dottorato e post-dottorato senza valorizzarla (file .pdf), spesso in buona fede ma molto piu’ spesso in malafede perche’ in conflitto di interessi; 5) i bravissimi dipendenti italiani di multinazionali estere, che a tutti gli effetti agiscono come collaborazionisti per uno stipendio dignitoso che campi le famiglie. Le cose si dicono spesso benino ma passare dalla teoria alla pratica, aggregando persone magari benintenzionate ma con interessi eterogenei e non dispensabili, e’ davvero complicato. La maniera piu’ facile e’ mettersi in comunicazione con quei pochi super dirigenti davvero aperti ad: un piano industriale coordinato da nord a sud; un salario minimo anche in forma di gabbia salariale se ponderata correttamente; trasparenza negli incarichi e negli appalti, magari a rotazione fra terne o cinquine di idonei invece che assegnati al massimo ribasso o ad affido diretto; meritocrazia temperata da politiche familiari supportive e fondate sul pubblico. Non sappiamo che tipo di coalizione verrebbe eletta su un programma del genere, ma invece de “il buonsenso degli italiani” o “abbiamo sconfitto la poverta’” si comincerebbe a riparlare di “interesse nazionale”, come da tempo tedeschi e francesi fanno molto meglio di noi lasciandoci sempre piu’ indietro a livello geopolitico nell’Unione Europea.

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