Droni killer autonomi

I media generalisti amano oggi cavalcare effetti emozionalmente drammatici come fossero voci para-letterarie di genere, tipo le riviste del barbiere, ma i piccoli droni killer del video qui sopra sono gia’ tecnicamente maturi e molto facili da manovrare. Ci stupisce che ancora non sia avvenuto un attentato dimostrativo, da qualche parte in una piccola o grande citta’ del mondo, magari opera di un soggetto isolato anche molto giovane ma gia’ assai pratico. Ciò significa che l’umanità deve prepararsi ad una vita sotto la minaccia di azioni mirate e bellicose sui civili, motivo per cui si sta attivando un associazionismo transnazionale per chiedere che i dispositivi autonomi da carneficina siano messi al bando. Detto questo, lo stato dell’arte è davvero spaventoso come nel video qui sopra, con sciami di piccoli droni killer capaci di riconoscere il proprio bersaglio umano per poi annientarlo? La risposta e’ si’ ma il peggio e’ ancora piu’ fosco. Infatti, se si tiene conto delle ricerche sugli algoritmi di apprendimento automatico perseguite ad esempio da OpenAI e Google DeepMind, quei piccoli droni sarebbero già in grado anche di selezionare da se’ in modo progressivo e con logica non umana chi sarà il loro prossimo obiettivo, senza piu’ aver bisogno di regole programmate dagli umani. Usi pacifici molto avanzati sono per esempio prodotti autonomamente per macchinine autoguidanti con pochi mezzi amatoriali, o studiati rigorosamente all’ ETH di Zurigo per auto-apprendimento delle facolta’ di orientamento, all’Universita’ della North Carolina per arti autonomi in ausilio a chi li ha perduti, all’Universita’ della Columbia per bracci robotici autonomamente capaci di auto-imparare a svolgere compiti tipici anche in presenza di impedimenti meccanici o handicap, semplicemente by-passandoli o comunque adeguandosi con successo alle ridotte facolta’ operative, fino ad imitare una sorta di auto-coscienza, come nel video qui sotto.

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