Posti di lavoro scoperti e reddito di cittadinanza

Siamo molto scettici rispetto alla fondatezza delle lagnanze di imprenditori piccoli e medi che ultimamente si espongono sui media nazionali asserendo di non riuscire a trovare manodopera per la loro attivita’. Crediamo infatti che si tratti di un modo per farsi pubblicita’ gratuita, da un lato cavalcando luoghi comuni su fannulloni divanisti e dall’altro svilendo ulteriormente la figura del lavoratore, oramai risorsa consumabile usa e getta via dumping contrattuale. In dinamiche sane, chi ha bisogno urgente di personale paga quel che serve, colma le necessita’ e va avanti speditamente; chi non ha bisogno, invece, cincischia lucrando su agevolazioni o sgravi ed approfittando dello stato di bisogno dei disoccupati. Detto questo, l’economia di mercato sta cambiando drasticamente ed il bisogno di manodopera diminuira’ a causa dell’automazione, cosicche’ rapporti stabili a tempo indeterminato non saranno forse sostenibili da chi vive la ciclicita’ della domanda e la competizione sui mercati a scala globale. Tuttavia, la continua erosione dei diritti dei lavoratori in Occidente e’ inquietante, motivo per cui le sinistre avrebbero abbondante spazio politico per tornare a rappresentare etica civile ed istanze concrete di subordinati, precari e disoccupati, difendendo gli sfruttati dagli sfruttatori anche quando gli uni e gli altri sono popolo, nel discorso alternativo all’1% delle elite. Il ministro Di Maio annuncia proprio oggi l’avvio del sito web ufficiale per la gestione del reddito di cittadinanza ed andiamo controtendenza: se questo provvedimento riuscisse ad incrociare in modo trasparente domanda ed offerta, sciogliendo le distorsioni del mancato incontro di tanti posti scoperti al Nord ma non realmente aperti a candidati del Centro o del Sud, potrebbe innestarsi un circolo virtuoso. Per i furbetti padronali in cerca di facile pubblicita’ auspichiamo invece accertamenti fiscali e societari per colpirli dove fa piu’ male, ossia sui soldi.

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