Le elite nel 2019?

Le ultimissime evoluzioni geopolitiche nel mondo occidentale (Stati Uniti, Europa) hanno preso a bersaglio e messo in crisi il supposto ruolo guida delle cosiddette elite. Riteniamo la democrazia liberale il meno peggio dei sistemi politici e se una larga fetta di cittadini si rivolta contro le elite, queste hanno sicuramente delle colpe. Quali? Aver abdicato al ruolo di guida illuminata, che non solo mangia e fa mangiare ma che anche persegue una visione comunitaria, di bene comune che trascende il singolo gruppo sociale. Invece, queste elite contemporanee non hanno visione, mangiano tutto e non lasciano neppure le briciole. Senza le elite, tuttavia, non c’e’ rappresentanza e questo testimoniano le crisi sociali, politicamente violente, in Regno Unito con la Brexit ed in Francia con i gilet gialli. In Italia, il discorso si sta articolando in modo diverso, col rigetto di ogni sofisticazione. Meglio incompetenti ma onesti che competenti e corrotti, si sente dire. La competenza, il saper fare incardinato in una progettualita’ redistributiva, non puo’ a nostro avviso trasformarsi in disvalore, anche se va chiarito che il passato non costituisce base di previsione affidabile per il futuro, ossia gli accadimenti passati sono un riferimento ma non un oracolo. Il punto importante e’ esattamente questo: gia’ troppe volte in passato, i competenti hanno formulato previsioni socio-economiche di mirabolanti benefici per il popolo poi rivelatesi infondate. Hanno quindi perso progressivamente rispetto ed oggi anche la delega per demeriti propri, come tecnici laureati e titolati prima ancora che disonesti. La disonesta’ ha solo imbizzarrito del tutto un cavallo (il popolo che tira il carretto proprio, con le elite a cavalcioni) gia’ refrattario. Che toccherebbe fare, quindi, alle maltrattate e malfamate elite in questo neonato 2019? Almeno, recuperare il senso della propria misura e tornare a fare molto meglio il proprio mestiere. Dopo di che, tornare a farlo in modo onesto, anche copiando alcuni modi populisti (tipo il Contratto di Governo, concordato a priori a fare da guida stretta), cosi’ da rendersi affidabile per il futuro, sperando di non trovare macerie.

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