MedicalFacts.it

Il Prof. Roberto Burioni, virologo dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano,  e’ recentemente emerso a notorieta’ nazionale per gli accesi scontri dialettici con i numerosi e vocianti sostenitori delle pratiche no-vax o antivaccini. E’ qui in gioco la prevalenza del riscontro medico-scientifico, divenuto protocollo pubblico dopo rigida validazione sperimentale, sulla medicina fai-da-te, priva di base riconosciuta e molto spesso dannosa. Il fai-da-te mette in questo caso a repentaglio la salute propria e quella collettiva, non solo rinunciando ad una efficace e certificata prevenzione ma aumentando a valle i costi sanitari e sociali di rimedio, gia’ sistemicamente molto alti e quindi in via di progressivo contenimento legislativo. Accogliamo dunque con favore e sosteniamo la nuova iniziativa telematica del Prof. Burioni, chiamata MedicalFacts, che si propone di fare divulgazione medico-scientifica corretta contro bufale ed oscurantismo. Aggiungiamo che le istanze politiche di rivalsa popolare contro le elite reali o percepite sbagliano in questo caso bersaglio perche’ la scienza e’ alleata del popolo, del quale riduce gli affanni migliorandone le condizioni di vita primarie anche grazie ad un sistema sanitario nazionale tuttora in gran parte gratuito, a differenza di altri Paesi. Il popolo, insomma, qui appare poco furbo.

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Qualita’ della vita 2018

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Siamo decisamente favorevoli alle comparazioni quantitative fatte sulla base di indicatori o parametri uguali per tutti i soggetti in esame. Riteniamo siano il modo piu’ sintetico ed efficace per dimostrare chi sta meglio e chi sta peggio, ma soprattutto dove e’ urgente migliorare per rimettersi al passo. In questo senso, riteniamo sempre assai interessanti le classifiche annuali sulla qualita’ della vita in Italia, riportate con grande, campanilistica enfasi sui media locali a commentare miglioramenti e casi limite. Siamo nel periodo di uscita di quelle relative al 2018 e la prima in ordine di diffusione pubblica si deve al quotidiano Italia Oggi in team con l’universita’ La Sapienza di Roma, sintetizzata in figura. Si vive meglio nelle piccole e medie citta’ del Nord-Est, le metropoli arrancano perche’ complesse da governare ed il Sud, generalmente insufficiente, eccelle qua e la’ in indicatori singoli come ad esempio sostenibilita’ ambientale e sistema salute. Va segnalato soprattutto al Sud l’impoverimento sociale progressivo dei piccoli comuni, ormai quasi ineluttabile, al quale i recenti governi di centro-sinistra avrebbero voluto porre primo rimedio accogliendo immigrati a ripopolarli, ricreando un senso di comunita’ solidale. EDIT: aggiungiamo il 17 Dicembre la classifica della Qualita’ della Vita 2018 del Sole 24 Ore

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Il debito pubblico italiano

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E’ difficile parlare obiettivamente del debito pubblico italiano se non se ne conoscono la genesi e la progressione storica. Il Sole 24 Ore ha recentemente riassunto un ponderato studio che fa proprio quello. Si veda in figura come negli ultimi 150 anni, ossia dall’unita’ d’Italia, i saliscendi ed i periodi di crisi non siano mancati, e tuttavia sono sempre in qualche modo rientrati. L’articolo chiude sottolineando la difficolta’ attuale e ormai trentennale a rientrare anche questa volta in limiti sostenibili che, aggiungiamo noi associandoci alle voci razionali che gia’ intervengono sui media nazionali, potrebbe portare all’insolvenza e quindi ad uno scenario greco di ristrutturazione del debito a fronte di una letale ed umiliante spoliazione paracoloniale imposta dalla troika. L’azione anti-europeista del presente Governo a guida Cinque Stelle e Lega mirerebbe a respingere quella colonizzazione, anche a costo di uscire dall’Unione Europea e rimproverando ai recenti governi una passivita’ supina ed esagerata, senza orgoglio nazionale. Tuttavia il debito rimane alto e la manovra ottimisticamente espansiva che sta per essere varata potrebbe dare la spallata finale alla credibilita’ dell’Italia sui mercati esteri, che detengono oltre un terzo del debito pubblico italiano corrente. E’ noto come il governo Monti a fine 2011 abbia riequilibrato il forte deficit tendenziale del rapporto debito / PIL causato dalla terribile crisi recessiva del 2007 congelando sostanzialmente la domanda interna, cioe’ tagliando la spesa ed introducendo austerita’. Oggi, tuttavia, i fondamentali economici e produttivi italiani sono assai migliori e la crisi sarebbe in gran parte politica, col populismo sovranista che ha gia’ vinto in Italia e minaccia di espandersi all’Europa con le elezioni del 2019, rovesciando l’ordine franco-tedesco.

Un metodo utilitarista

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Le tesi di dottorato tecnico-scientifiche sono generalmente costituite da: una analisi della letteratura che porti a descrivere un problema aperto; una ipotesi di ricerca che punti sull’originalità accademica; la descrizione dei metodi che verranno seguiti; sufficienti dettagli dei propri esperimenti e risultati; una discussione comparativa dei risultati rispetto all’ipotesi di ricerca e alla letteratura esistente; le conclusioni con consigli per il lavoro futuro; e, infine, una lista di riferimenti bibliografici. Di per sé, questo è un modello abbastanza organizzato e basato sul metodo scientifico, già una preziosa competenza generale di pianificazione che può tornare utile in qualsiasi ambiente tecnico. Detto questo, un punto più interessante riguarda il potenziale commerciale del contenuto effettivo delle tesi di dottorato e, per estensione, di qualunque tesi di discorso similarmente organizzata. È possibile dedurre un business plan da qualsiasi tesi comunque sviluppata? E’ possibile trattare la teoria e la prassi politica in senso strettamente mercantile? Il riferimento principale è il modello di business di Osterwald et al., 2010, “una gestione strategica molto diffusa e un piano di avvio snello per lo sviluppo di nuovi modelli o la documentazione di modelli di business esistenti” (fonte: Wikipedia – Business Model Canvas). Sono apparsi modelli su misura per nicchie specifiche e daremo un’occhiata nei prossimi post, con casi di studio relativi all’ingegneria sociale italiana.