L’incompetenza e’ dannosa

Non siamo pregiudizialmente contro gli incompetenti al potere nei luoghi dove si prendono decisioni per la collettivita’. Ci sono infatti momenti storici nei quali l’onesta’ e la vicinanza al popolo appaiono piu’ importanti del saper fare e scrivere le leggi, mestiere che lentamente infine si dovrebbe imparare. Il punto e’ che l’incompetenza non e’ di per se’ un valore, come rivendicato da numerosi esponenti della maggioranza, anzi, diviene velocemente un ostacolo se non si poggia almeno ad una chiarezza di intenti. Con questo governo a due teste che tuttavia vive di annunci mediatici, dichiarazioni contrastanti e risentimenti programmatici, l’incompetenza reca un danno preventivo alla collettivita’ che essa stessa vorrebbe difendere, lo reca prima ancora dei tatticismi e delle strategie dell’una e dell’altra parte in carica. Recupera allora valore sia pratico che morale il vituperato Contratto, unica bussola pubblicamente data per capire la linea. Recupera valore principalmente come patto sottoscritto con i cittadini, ha ripetuto in serata dalla tv il Ministro per la Giustizia, Alfonso Bonafede. Come dire che la quotidianita’ e’ pesante e la macchina e’ complessa, non c’e’ tregua, ma tutti possono sapere dove si vuole andare a parare: basta leggere il Contratto. In questo senso, la vera opposizione pare effettivamente costituita dalla classe giornalistica nazionale ostile a questa maggioranza, che ne mistificherebbe annunci e comportamenti per renderla invisa al popolo. Tuttavia, il legame di populisti e sovranisti col popolo e’ piu’ stretto di quello dei giornalisti, percepiti oggi come un potere minore ma vitale, legato pero’ a dinamiche vecchie ed idee bocciate in cabina elettorale. I giornaloni non possono sostituirsi all’opposizione che dovrebbe riorganizzarsi in Parlamento e nelle strade.

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